Cosa vogliono dirci le parole di Emma Marrone?
“Questo film è tutto nostro
il finale posso ancora immaginarlo:
siamo solamente usciti all’intervallo”
La morte di una persona cara è un evento assurdo che lascia un vuoto incolmabile. Può, però, darci la possibilità di cambiare il nostro modo di porci e insegnarci a vedere la realtà da un altro punto di vista: ogni giorno è un regalo.
Intervallo è una delle nove tracce contenute in Souvenir, l’ultimo album di Emma, uscito il 13 ottobre scorso. Racconta il suo viaggio da Roma a Lecce per tornare dalla sua famiglia, in seguito alla scomparsa di suo papà Rosario. Se n’è andato colui che per la prima volta l’ha portata sul palco, essendosi accorto del suo talento: la sua presenza nella carriera di Emma, anche dal punto di vista artistico, è ben descritta da quanto ci aveva raccontato l’artista nel 2015 in Poco prima di dormire: “ho pensato […] alle parole di mio padre: fin da quando son partita vedo ovunque il suo riflesso che accompagna la mia vita”.
È un pezzo dall’interpretazione non straziante, ma colorato dalla voce di una donna che, in mezzo al casino, si trova ora in un quasi paradossale stato di grazia, nella musica così come nella vita.
Il testo e le parole
In tutto il brano, Emma parla direttamente a suo papà. Le frasi sono brevi e semplici. Il cui contenuto, però, nasconde qualcosa di profondamente complesso.

La prima strofa si apre con delle perfette corrispondenze: “Non sei così lontano: sei dall’altra parte”; “So che esisti, sì, proprio come esisto io”. Non c’è spazio per ipotesi o eventualità: in tutto il brano Emma sceglie di darsi delle certezze, che, in una sorta di composizione ad anello, si porta dietro fino allo special (“Rientreremo”, “Ruberemo”).
Subito dopo, però, la triplice rima unisce tre termini pesanti, duri anche all’ascolto: inevitabilmente la voce “si spezza”, con “una punta di amarezza”, perché la vita non le ha concesso “neanche un attimo di tenerezza”. Tuttavia, in una sorta di paradosso – che fa sì che sia lecito gridare “forte sottovoce” – la causa della sofferenza ne è allo stesso tempo l’antidoto: c’è un “silenzio del dolore”, la casa è “mezza vuota”, ma conserva l’ “odore” del papà, presente anche nelle “parole” di Emma. E la presenza è talmente imponente da costituire “quell’ombra che mi ferma i piedi quando voglio andarmene”.
Il messaggio della canzone
Emma è un’artista che non si è mai risparmiata in nulla; non lo fa neanche quando racconta il suo senso di colpa per non essere tornata in tempo:
“E per raggiungerti ho finito tutto il fiato,
ma tu non mi hai aspettato”
Quel servizio fotografico tante volte rimandato proprio per stare vicino alla sua famiglia, le ha impedito di essere presente in QUEL momento. E viene da chiedersi se sia stata proprio intenzionale la scelta di Rosario di farle il regalo di non assistere ai suoi ultimi momenti.
E se invece si trattasse di uno dei suoi scherzi? In effetti, il loro rapporto è sempre stato caratterizzato da tante risate ed estremo divertimento. Il suo ‘Vecchio Lupo’, come lei stessa ama chiamarlo, era la rockstar di casa, il protagonista, quello che, anche questa volta, le avrebbe chiesto quale brano di Souvenir la sua bambina lo avrebbe invitato a suonare con lei sul palco. Ed è per questo che Emma non può far altro che pensare a uno scenario comico, all’interno del quale rientrano “un po’ in ritardo” nella sala del cinema dopo l’intervallo e, non contenti, rubano anche “il posto a qualcun altro”, per finire di vedere quel film che, nell’intimità del rapporto padre-figlia, “è tutto nostro”.

Il mio Intervallo
“E capivo il tuo umore dal rumore dei tuoi passi,
da quanto erano pesanti o distanti gli uni dagli altri”
Dal primo ascolto, ho trovato questi versi di una potenza fortissima. Chiunque di noi riconosce il suono delle ciabatte del proprio papà che si aggira per casa, distinguendolo da quello della mamma. E comprende benissimo anche il suo stato d’animo dalla velocità e dall’intensità della camminata. È quindi impossibile non sentirsi vicini a un pezzo del genere: il dolore ci unisce, e, se condiviso, ci rende meno soli.
Ci sono, poi, altri due versi che reputo estremamente interessanti.
“E lo so da me che adesso tu sei già arrivato,
mentre io sono qui neanche a metà strada”.
L’immagine è estremamente concreta: il papà è già arrivato “dall’altra parte”, mentre Emma è ancora a metà strada tra Roma e Lecce. Personalmente, però, al primo ascolto, la mia mente ha dato a queste parole un senso diverso. Per noi esseri umani, la morte è un evento inspiegabile ed estremamente più grande di noi, soprattutto quando riguarda qualcuno di molto vicino. Spesso, però, la persona che si sta allontanando da questa Terra sembra lasciarsi andare, in una sorta di stato di grazia. Dall’altro lato, ci siamo noi, che non riusciamo a comprendere, non siamo in grado di gestire il distacco e quindi siamo ancora ‘per strada’: non ci capacitiamo dell’accaduto, appunto perché si tratta di un evento inconoscibile. La persona cara, invece, ‘è già arrivata’, è un passo avanti, ha capito cosa sta accadendo e si lascia andare con serenità.
Anzi, se stiamo bene attenti, la vedremo ancora lì, “col sorriso”, ad aspettarci “sulla porta”.


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