Strangis, il primo album di Luigi

Quando il rock incontra il cantautorato nella libertà di essere se stessi

Venerdì scorso è uscito il primo lavoro discografico di Luigi, il cui titolo già dice tanto. Chiamandolo con il suo cognome, Strangis, il vincitore dell’ultima edizione di Amici ha voluto dedicarlo alla sua famiglia, che ha contribuito a far nascere in lui la passione per la musica. Non solo: mamma Emanuela e papà Giovanni sono sempre stati i suoi primi sostenitori, tanto che, quando lui stesso era ancora titubante e indeciso se iscriversi o meno ai provini, sono stati proprio loro ad esortarlo e a convincerlo. Nonostante fosse già un ragazzo che la sapeva lunga in fatto di musica, avendo lui studiato chitarra, teoria musicale e storia della musica, il percorso di Luigi nella scuola è stato un crescendo continuo: voluto fortemente da Rudy Zerbi, ha con il tempo convinto anche Lorella Cuccarini e persino Anna Pettinelli la quale, partita da un secco “È stonato”, si è ritrovata a dover concludere con “È bravissimo”. Nelle sue scelte musicali, ha sempre spaziato tantissimo: ha iniziato il suo percorso con Anna e Marco di Lucio Dalla fino ad arrivare a Kobra di Donatella Rettore, passando tanto per Prince quanto per Gianluca Grignani, tanto per Peter Gabriel quanto per Riccardo Cocciante. Ha sempre compreso il senso e la musicalità di ogni brano, rimanendo fedele alla versione originale, ma inserendoci ogni volta la giusta dose di “Luigi”, per lasciare un’impronta personalissima. Non va poi dimenticato anche il suo importantissimo percorso dal punto di vista umano: il ragazzo che faceva tantissima fatica a parlare di sé ha lasciato a poco a poco spazio ad un giovane uomo che ha capito che, al momento adatto e con le persone giuste, non c’è nulla di male a farlo. Soprattutto, se il mezzo attraverso il quale tutto questo avviene è la sua musica.

Con il suo primo ep, Luigi ha voluto rappresentare il concetto di libertà nel suo significato più ampio: libertà di essere se stessi, di estraniarsi da qualsiasi tipo di etichetta. Nell’album sono contenuti tutti gli inediti che ci ha fatto conoscere durante il suo percorso nella scuola e che ci hanno dimostrato la sua versatilità e la sua voglia di sperimentare.

L’ep si apre con Tienimi stanotte. Ultimo inedito presentato nel programma, è stato per Luigi particolarmente importante, dal momento che Rudy, alla luce del suo essere musicista, ha deciso di dargli la possibilità di lavorare alla produzione e all’arrangiamento del brano insieme a Gabriele Cannarozzo, permettendogli così di esprimersi non solo attraverso la voce, ma anche con la musica. Fin dal primo ascolto, si è percepita subito tutta la sua esplosività, che si sente subito nella strofa, si attenua nel bridge per poi riesplodere nel ritornello, mantenendo quindi sempre l’orecchio attento. Lui stesso ha dichiarato che performarlo live con la sua fedelissima chitarra elettrica gli dà tantissima carica. Il testo è di Giordana Angi, presenza fondamentale durante il suo percorso, tanto che lui stesso l’ha menzionata tra le persone che ha ringraziato subito dopo la vittoria. Sulla stessa linea energica è Muro, probabilmente il più fortunato tra tutti gli inediti di Luigi. Nel giro di una settimana, oltre ad aver conquistato la vetta della classifica di iTunes, è subito diventato il più ascoltato all’interno della seconda serie dei brani dei ragazzi di questa edizione. Il pezzo rimane subito in testa, è quasi martellante. Lui stesso, dopo averlo ascoltato per la prima volta, l’ha definito un colpo. Nell’affrontarlo sul palco, Luigi decide di lasciarsi andare completamente e prendersi la scena: è una di quelle canzoni che vale la pena non solo di ascoltare ma anche “guardare”. Proprio a Muro, peraltro, è legato uno dei momenti che Luigi cita sempre tra i più importanti della sua esperienza ad Amici, visto che l’ha addirittura cantato sul tetto degli Elios.

Vivo è il brano con il quale Luigi si è presentato alla prima puntata del pomeridiano e che gli ha permesso di conquistare Rudy Zerbi. Questo pezzo ci ha permesso di riconoscere subito alcune delle sue caratteristiche principali: innanzitutto, la sua dimestichezza con lo strumento, che padroneggia egregiamente nonostante la giovane età, e la sua forte musicalità; lui stesso, in una delle recenti interviste, ha dichiarato di essere nato come chitarrista. In più, è venuta subito fuori anche la sua forte personalità: Luigi è sicurissimo nelle sue performances ed è estremamente accattivante nell’atteggiamento, che gli ha permesso, durante tutto il percorso, di mettere sempre un pezzo di sé in qualsiasi brano si trovasse ad affrontare. Non a caso, ha deciso di inserire nel suo ep anche Rumore, la cover con la quale ha aperto la prima puntata del serale, rivisitandola totalmente in chiave rock.

Luigi. Fonte: Witty tv

Luigi in questi mesi ha conquistato tantissimi consensi anche da parte di diversi musicisti. Uno di questi è Enrico Nigiotti che, consegnando Tondo nelle mani di Maria, ha chiesto che a cantarlo fosse qualcuno che avesse un motivo per farlo. Luigi non ha mai vissuto direttamente la problematica descritta nella canzone, che parla di un ragazzo schernito perché in sovrappeso. Nonostante questo, non mi stupisce che la scelta sia ricaduta proprio su di lui: vista la sua storia e vista la sua grandissima capacità interpretativa, questo ragazzo può permettersi, già a quest’età, di interpretare brani dal tema importante dando il giusto peso a ciò che dice: lo testimonia, anche, tra le altre, la sua bellissima interpretazione di Signor tenente nella quarta puntata del serale. Il messaggio che vuole lanciare è chiaro: se stai bene con te stesso, sii come sei. E lui lo interpreta in maniera credibilissima. La produzione di Katoo, poi, rende questo pezzo micidiale; verrebbe voglia di ascoltarlo più e più volte di seguito.

Partirò da zero è il terzo inedito che Luigi ci ha fatto conoscere ad Amici. Il pezzo ha fatto un po’ da apripista ad una nuova fase del suo percorso. Sicuramente è un bravissimo chitarrista e sa stare molto bene sul palco, ma Luigi riesce a riempire totalmente la scena e a dare il giusto senso alle canzoni anche solo con la voce e l’interpretazione. Tendi ad abbracciare la gente, gli aveva detto Nek durante il pomeridiano del 31 ottobre: proprio il fatto di avere le mani occupate da uno strumento porta infatti a dover dare di più con la voce. E questo accade anche in questo pezzo, con il quale, tra l’altro, ha deciso di concludere il suo percorso nella scuola durante la finale. La stessa regola vale per l’unico inedito contenuto nell’ep. Luigi ha deciso di regalarci un piccolo gioiellino. Scritto da lui stesso qualche anno fa, Riflessi è il brano con cui si è presentato ai casting; nonostante questo, non ce lo ha mai fatto sentire durante la sua permanenza nella scuola. È l’unico pezzo in acustico contenuto nell’album, registrato proprio nello studio del serale di Amici. Credo che ogni cantautore, per definirsi tale, debba sottoporsi a questa sorta di verifica: provare a mettere da parte, almeno per una volta, almeno in una singola canzone, tanti strumenti, produzioni “importanti”, vocalizzi, esercizi di stile… Tutto, o quasi. Se il risultato è credibile, è forte, è bello e crea un’atmosfera intima, vuol dire che è un’artista con la A maiuscola, che non ha bisogno di altro al di fuori del suo talento e della sua personalità per essere tale. Questa è Riflessi: ci sono solo lui, la sua chitarra e la sua voce. E, sinceramente, non credo ci sia bisogno di altro.

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