Albe e LDA a confronto. Sissi e Michele stupiscono tutti e Carola esce vincitrice. Le parti più importanti di questo giro di boa!
Due giorni fa abbiamo assistito alla quinta puntata del serale di questa ventunesima edizione di Amici. Essendo la finale prevista per il 14 di maggio, possiamo dire di essere ufficialmente giunti al giro di boa. Le eliminazioni d’ora in poi non dovrebbero più essere due a puntata, bensì una sola, salvo sorprese (probabilmente in semifinale). I ragazzi sono sempre meno e forse per questo anche più uniti tra di loro, nonostante la rivalità; unione testimoniata dal fatto che la maggior parte di loro era in lacrime durante il ballottaggio finale, anche quelli non coinvolti in prima persona. Prima di arrivare a questo, però, vediamo insieme quali sono state, secondo me, le esibizioni più forti.
La serata si è aperta con una sfida che mi è piaciuta veramente tanto. LDA e Albe con il loro rapporto rappresentano benissimo il nome del programma. Sono dentro la scuola dal primo giorno; Albe è stato spesso criticato da Rudy (prof di LDA), e lo stesso ha sempre fatto Anna (prof di Albe) con LDA. Ma il loro legame non si è mai fatto influenzare da tutto questo: ci sono sempre l’uno per l’altro, pronti a consigliarsi e sostenersi a vicenda. Sì, quando uno coglie l’altro in fallo o viceversa può capitare che finiscano per litigare, ma ciò non ha mai scalfito la loro amicizia. Ed è un faccia a faccia tra loro ad aprire la prima sfida della prima manche.
Ora, io sapevo già che sarebbe stata una serata difficile, ma non avrei sicuramente immaginato di emozionarmi a trenta secondi dall’inizio! LDA canta Niente paura di Ligabue, riscrivendo alcune parti. Come ho già raccontato nell’articolo sulla seconda puntata, Luca ha spesso raccontato di quanto a volte fatichi a dare il massimo nelle sue esibizioni, influenzato dalle diverse accuse di raccomandazione che spesso gli sono state mosse. Nelle scorse puntate, come spesso ho scritto, mi è sembrato che si fosse finalmente liberato di questa zavorra e che avesse finalmente iniziato a godersi le sue esibizioni; sentirlo dire ma chi lo sa se una volta uscito qualcuno mi ascolterà / se i miei testi li leggerà / se ai concerti poi verrà un pochino mi ha commossa. Non solo perché le frasi sono toccanti di per sé: si tratta pur sempre di un ragazzo di 19 anni, che da qualche mese ha iniziato un percorso importante e che, pur avendo già ricevuto qualche conferma notevole, oggettivamente non può sapere che cosa lo aspetterà una volta uscito dal programma.

Ma penso ci sia anche qualcos’altro: Luca sta imparando a combattere le malelingue e i suoi piccoli demoni interiori, non sfogandoli più però, nell’ansia di esibirsi, penalizzando la performance. Semplicemente ce li racconta, sincero e onesto fino in fondo e, sotto sotto, ci sta già invitando a continuare a seguirlo e ad andare ai suoi concerti anche una volta uscito da lì.
Albe risponde con una versione tutta sua di Cosa resterà degli anni 80. Il tema della sua riscrittura è quello dell’ecologia. Spesso quando bisogna parlare di temi così quotati e chiacchierati si rischia di ricadere nel banale e nel già sentito, soprattutto è molto facile risultare un po’ retorici. Albe non mi ha dato affatto questa impressione: innanzitutto perché si vedeva che sentiva davvero la preoccupazione e l’importanza nei confronti dell’argomento che stava trattando ed era assolutamente credibile dal punto di vista interpretativo; e poi perché ha usato tematiche alla portata di tutti (la plastica nei mari, il buco dell’ozono, la flora, la fauna…) ma senza banalizzare e mandando un vero e proprio messaggio, affinché tutti possiamo collaborare a rendere il mondo un posto migliore. Televisivamente parlando, far passare un messaggio del genere nella prima serata del sabato di Canale 5 direi che è una scelta azzeccatissima, soprattutto facendolo uscire dalla penna di un ragazzo di 22 anni.

Oltre alla sfida con Albe, LDA viene schierato da Rudy su un medley di canzoni di Alan Sorrenti. Tu sei l’unica donna per me e Figli delle stelle sono due pezzi della fine degli anni Settanta, ma lui riesce a renderli due hit del ventunesimo secolo. L’arrangiamento e il mood in realtà non sono molto diversi da quelli originali, ma ciò che mette il marchio della modernità è Luca, con la sua forte personalità e il suo timbro inconfondibile. Si diverte, riempie gli spazi e gioca con il pubblico, proprio come poco dopo avviene con Tu vuo’ fa’ l’americano, dove può sfruttare al massimo il suo sangue napoletano per portare a termine una performance marchiata LDA.
La prima manche prosegue poi con un guanto di sfida. Avevo già parlato nello scorso articolo di quanto Michele sia un ballerino già pronto per il mondo del lavoro. Ma sabato ci ha mostrato un’altra dote che spesso è stata messa in dubbio: la versatilità. Qualche settimana fa Veronica gli ha inviato un guanto di sfida proprio per dimostrare che lui, preparatissimo tecnicamente, non sarebbe però un ballerino così capace di spaziare al meglio tra i diversi stili di danza; i tre presenti nel guanto, in effetti, Michele non li ha mai studiati. Questo però, deve essere la maestra Celentano a dircelo! Perché lui esce benissimo da questa prova: è sicuro in quello che fa, non ha nulla da invidiare alla dimostrazione dei professionisti prima di lui e non si direbbe che sia totalmente fuori dal suo mondo. Sui tacchi non mostra nessuna incertezza e questo gli permette non solo di portare a termine l’esecuzione in maniera ineccepibile, ma anche di poter interpretare come meglio crede. Nell’esecuzione di tutti e tre gli stili riesce ad unire forza ed eleganza, e nella parte finale di hip hop quasi si stenta a capire che si tratti di un ballerino classico. Credo che questo sia il risultato che si ottiene nel momento in cui ci si mette in gioco in tutto e per tutto, con impegno e dedizione, anche molto fuori dalla propria comfort zone: non solo si riesce ad uscirne bene, ma può anche succedere di prendere il punto!

Michele si esibisce nuovamente nella seconda manche, questa volta tornando nel suo ambito, la danza classica. La variazione de Il Corsaro, come ha giustamente ricordato Stefano De Martino, è difficilissima, da primi ballerini, qualcosa che pochi possono permettersi di affrontare. Michele, a 22 anni, lo fa, con arte, maestria e consapevolezza, senza farci percepire il minimo sforzo. Ciò che lascia senza parole di lui credo che non sia solo la tecnica, che è veramente pazzesca; Michele ha anche una fortissima presenza scenica. Il palco è totalmente suo e non si può far altro che guardarlo ammirati. Tutti in studio lo sono: la sua maestra, i prof avversari e la giuria, che gli dà il punto.
La prima manche si conclude con lui, l’uomo dalle mille risorse. La chitarra elettrica, la chitarra acustica, il contrabbasso… Luigi aggiunge un altro strumento a quelli che ha portato sinora sul palco: canta L’ombelico del mondo di Jovanotti, suonando lui stesso la batteria nell’intro strumentale. Una delle caratteristiche più belle di questo giovane artista è il fatto che, quando si esibisce in pezzi più allegri e non particolarmente impegnati, si vede tantissimo quanto si diverta lui per primo: ogni volta che prende in mano le bacchette per suonare ha un sorriso grandissimo e soddisfatto. Viene fuori anche tutta la voglia che ha di coinvolgere il pubblico: quello in studio, cercandolo con lo sguardo ed invitando a battere le mani a tempo, e noi a casa, giocando con la telecamera e muovendosi sul palco.

Ma Luigi riesce ad essere pienamente Luigi anche quando non suona: subito dopo viene schierato con un’Emozione da poco. Si tratta di un pezzo molto intenso, emotivamente molto carico, che parla dell’accecamento che si può sperimentare quando si ama annullandosi al punto tale da non voler domandarci se effettivamente l’altra persona sia disposta a fare anche una minima rinuncia per noi. Credo che questo brano possa essere considerato proibitivo, perché Anna Oxa è forse una delle artiste con l’estensione vocale più ampia nel panorama musicale degli ultimi decenni. Insomma, una bella sfida su tutti i fronti. Ma Luigi tutte queste difficoltà non ce le mostra, perché porta il pezzo nel suo mondo, sfruttando le parti alte (quasi ai limiti delle sue possibilità) per tirare fuori ancora di più la rabbia con la quale ha deciso di interpretare questo grandissimo successo della fine degli anni Ottanta. Luigi torna poi con la sua amata chitarra elettrica in Vorrei la pelle nera, portando ancora una volta sul palco la sua personalissima chiave rock contemporanea un brano della fine degli anni Sessanta.
In questa puntata ho trovato anche Sissi veramente in forma. Esordisce al ballottaggio con Dove sei, il suo nuovo inedito. Il pezzo parla di lei, di quanto abbia imparato, con il tempo, ad amarsi e a volersi bene. Quando questa ragazza canta qualcosa che sente e che, in questo caso, ha anche scritto, c’è sempre un grande valore aggiunto, perché trasmette completamente la sua emotività, ci mette tutta se stessa e al pubblico arriva tutta Silvia con le sue fragilità, le sue insicurezze, il suo essere un po’ imbranata… il tutto nascosto, però, dietro ad una grande cantante.

Ancora una volta, durante questo serale, Sissi viene poi messa alla prova con un brano di uno dei mostri sacri della storia della nostra musica. Luigi Tenco è uno di quei grandi artisti che se ne sono andati troppo presto e in maniera indegna. Vedrai vedrai è una canzone che scrisse per la sua mamma, una donna d’altri tempi, che per lui sognava una vita diversa: sperava che si laureasse e non approvava la sua scelta di fare musica; è praticamente una richiesta di fiducia, un volerle spiegare che sì, ci vorrà più tempo affinché lui possa affermare la sua posizione nel mondo discografico, ma prima o poi questo accadrà, perché lui ci crede. Il fatto che Sissi in settimana, durante una chiacchierata con Maria, abbia menzionato questo come uno dei pezzi più importanti per lei, mi ha fatto capire maggiormente il suo mondo, quello di una ragazza complessa e profonda, molto di più di quanto sembri e di quanto voglia far apparire. Lei stessa, terminata l’esibizione, ha voluto ricordare l’artista immenso che è stato Luigi Tenco, descrivendolo come un autore capace di descrivere benissimo la complessità dell’essere umano, con le sue contraddizioni ed i suoi errori. E questo è risultato chiaro anche dalla sua interpretazione. Che questa ragazza abbia una vocalità pazzesca, è fuori discussione. Ma qua non ne ha avuto bisogno. Anzi, verso la fine dell’esibizione, mi pare di aver sentito la sua voce sul punto di spezzarsi e questo mi ha riportato subito a fine gennaio, quando Rudy, mettendo in dubbio la sua capacità interpretativa, le aveva assegnato La cura di Franco Battiato. Credo che durante le due performance sia avvenuta la stessa dinamica: lei perde un po’ il controllo, tanto quanto basta per far uscire tutto quello che questi brani così intensi e importanti le smuovono dentro e a noi arriva tutta la sua emotività, la sua verità e la sua anima bella. Se riuscirà a mantenere questa costante, diventerà un problema ancora più grande per tutti coloro che si troveranno a sfidarsi con lei.
Questa settimana, purtroppo, però, è arrivato quel momento. L’eliminazione è stata una ma è stata sofferta, per i ragazzi, per il pubblico e anche per me. Carola entra nella scuola a settembre, il primo giorno, scelta con orgoglio dalla maestra Celentano. Subito dopo il suo ingresso, vengono fuori tutte le sue paure. Ricordo ancora il daytime del 29 settembre, in cui Maria le dice di domandarsi perché abbia così tanta paura di essere reputata una brava ballerina. E subito abbiamo conosciuto la sua storia: a 9 anni la sua maestra di danza consiglia ai suoi genitori di iscriverla ai provini per entrare a far parte dell’Accademia del Teatro dell’Opera di Parigi. Carola viene ammessa, lascia la sua mamma e il suo papà e parte. Quegli anni, se da un lato sono riusciti a formare la ballerina splendida che è adesso, hanno lasciato però delle ferite che ancora faticano a richiudersi. È una ragazza che, fin da bambina ha dovuto imparare a bastarsi da sola, a non aver bisogno di nessuno; ed è per questo che quando, una sera di ottobre, Luigi, scherzando, le dice “Che cosa faresti senza di me”, lei non coglie l’ironia e scappa via piangendo perché “Io non ho bisogno di nessuno; bisogno significa dipendenza”. In quel momento, senza saperlo, ci ha aperto una grandissima porta, ci ha fatti entrare un pochino nel suo mondo; perlomeno per me è stato così. Il suo percorso artistico parte a gonfie vele, con i complimenti anche da parte dei prof avversari, poi, piano piano, Carola inizia un po’ a spegnersi.

Ogni settimana deve affrontare delle gare di improvvisazione, disciplina che, a differenza dei suoi compagni, non ha mai avuto modo di studiare. Questo la porta ad arrivare spesso ultima tanto che, un giorno di fine novembre, la maestra Celentano decide di convocarla in sala per parlarle. Le classifiche, in realtà, sono solo un pretesto: ogni volta che la incontra in sala, Carola ci mette troppo a mettere in pratica le correzioni, è troppo inquadrata e non riesce a lasciarsi andare. A questo punto, Carola scoppia in lacrime e si racconta: da bambina era l’opposto, poi qualcuno le ha detto che così non andava; e questo spesso la porta ad aver paura di darsi, di sbagliare, a preferire di non fare le cose piuttosto che farle male. “Ma tu sei andata dalla parte opposta! Ti sei inquadrata troppo!”. La maestra continua a ribadirle che lei ha un potenziale altissimo, ma che si deve svegliare, perché ha tutto per riuscire, ma proprio per questo pretende da lei tantissimo. Nonostante le parole forti e i toni un po’ duri, Alessandra Celentano l’ha presa per mano dal primo giorno e non l’ha lasciata fino all’ultimo. Con lei è severa, ma in puntata è sempre pronta a difenderla, ad elogiarla e a lodare le sue qualità, anche quando i prof avversari iniziano a metterne in dubbio la versatilità. Scende in campo con forza contro la proposta di Raimondo Todaro di eliminare l’ultimo della classifica data dalle medie delle gare di improvvisazione, ben consapevole che Carola potrebbe uscire. Finché, un giorno, le assegna una coreografia cucita perfettamente su di lei; non parlo solo dal punto di vista dello stile di danza, ma anche del significato che il pezzo ha. Carola balla con un quadernetto, quel quadernetto sul quale, ogni sera, dopo essersi stesa sul suo letto a pancia in giù, scrive tutte le correzioni che riceve in sala durante il giorno, per paura di dimenticarsele. Viene da un infortunio al polpaccio (ovviamente si è fatta male dandosi un calcio da sola, altrimenti non sarebbe lei!) e ci mette tutta se stessa. Credo di aver impallato il sito di Witty tv per tutte le volte che ho riguardato quel pezzo; era troppo bello vederla ballare di nuovo dopo tanto tempo e su una coreografia che parlava di lei, di come, piano piano, si stesse liberando dei suoi schemi, tanto da strappare le pagine del quadernetto alla fine della coreografia. Credo che questo pezzo sia stato un po’ la sua rinascita.

Carola arriva al serale, ma le cose iniziano a complicarsi di nuovo. Ha dei momenti in sala in cui è bellissima e assolutamente a fuoco, mentre in altri si butta giù e non riesce a rendere come vorrebbe. La maestra è sempre lì per lei e con lei e un giorno si lascia sfuggire anche un ti voglio bene. Ciò che in questi mesi di volta in volta mi ha confermato quanto questa ragazza fosse speciale è stato infatti anche questo: in 21 anni di Amici, la maestra non ha mai preso a cuore una ragazza come ha fatto con lei e questo lo ha dimostrato anche sabato sera. Una delle regole-chiave della Celentano è “Applaudo solo ai professionisti”. Ma sabato non ce l’ha fatta a resistere! Non solo batte le mani, ma le grida “Brava!” e le ribadisce che, se credesse più in se stessa, potrebbe andare dove vuole. In effetti Carola sabato sera è stata spettacolare. Era sicura, precisa, pulita, sorridente, elegante, aggraziata. Ma soprattutto era serena e fiera di quello che stava facendo; lei stessa ha ammesso, forse per la prima volta, di essere contenta di come ha ballato. Era bellissima, davvero tanto e vederla felice è stato il regalo più bello.

Carola è entrata nel cuore di tutti i suoi compagni, che le sono stati vicini durante tutto il percorso. Lo testimoniano i messaggi d’affetto che le hanno lasciato su Instagram tutti i compagni usciti dal programma prima di lei: Christian, Mattia, Crytical, Leonardo, Cosmary. Ma anche i professionisti non si sono risparmiati: Giulia, Umberto, il maestro Montesso, Nancy Berti. Ma soprattutto l’amore le arriva dai compagni in casetta al momento dell’eliminazione: Serena, che l’ha sempre definita una sorella ed è sempre stata con lei dal giorno 0, si alza subito per abbracciarla e dirle Sei stata grande! Lo stesso fa Sissi che, pur sollevata dal fatto che Dario si sia salvato, non riesce a trattenere le lacrime davanti all’uscita di una delle persone con le quale si è legata di più. Luca quasi non riesce a realizzare, inizialmente non si alza nemmeno, lui, che è sempre stato il suo fan numero 1, dal primo giorno, lui che ogni volta che la vede esibirsi non si risparmia in applausi ed espressioni di stupore… Le vuole proprio bene. Non poteva poi mancare l’abbraccio di Albe, che è ormai diventato il suo fratello maggiore lì dentro, che la stringe a sé sorridente.

Ma Carola lì dentro ha trovato una persona per lei molto speciale. Lei che cerca di essere sempre dritta, inquadrata e che deve avere sempre tutto sotto controllo, ha trovato chi ha fatto crollare tutto il suo castello di certezze. Una sera di ottobre ha provato a dire a se stessa e a Luigi che non provava nulla, che la danza per lei era sempre al primo posto e che non poteva pensare ad altro, che lui non era il suo tipo e che le piaceva solo il suo taglio degli occhi. Peccato che, proprio quei due occhietti puri e che ridono sempre, a lungo andare, l’abbiano fregata. Da quel giorno per loro sono iniziate le montagne russe: a parole si dicevano di non piacersi, ma a lei brillavano gli occhi ogni volta che lui raggiungeva un risultato importante e lui, fermo sul fatto che questa sensazione purtroppo non l’ho avuta, veniva colto in fallo dal cameraman ogni volta che lei si esibiva, mentre la guardava con occhi sognanti. Questo rapporto di detti e non detti li ha portati ad un tira e molla che ad un certo punto deve essere diventato snervante, fino a portarli ad arrivare ad un distacco più che necessario. Ultimamente, però, sono riusciti a ricucire il loro legame. La cosa che fa più sorridere, è il fatto che tutto sia finito esattamente com’è iniziato. Durante il pomeridiano del 3 ottobre, Carola era in sfida proprio contro Dario quando, poco prima del verdetto, Maria chiede:-Luigi, sei agitato?- e lui risponde:-No no no, sono a posto. Spero… Per Carola… dico.-. E sabato è successa la stessa identica cosa; Carola era al ballottaggio con Dario, quando Maria nota che Luigi indossa gli occhiali da sole per nascondere la commozione:-Togli un po’ gli occhiali…-. Lui a parlare e a dire qualcosa ci prova, ma la voce gli esce a stento. Anche una volta rientrati in casetta, mentre aspettano il verdetto, lui le sta vicino e la ascolta nonostante lei sia un fiume in piena, in preda all’emozione del momento, che la porta a dirgli tutto quello che probabilmente non è riuscita a dire in questi mesi. Ma Luigi si scioglie del tutto solo dopo che Maria comunica che è Carola a dover lasciare la scuola: il suo sguardo si spegne e capisce che lei sta per andare via. Solo in quel momento la solleva e la stringe come non ha mai fatto. “Penso che tu abbia tutto per arrivare dove vuoi arrivare”. Poi la guarda, le sistema i capelli :-Basta lacrime, basta tutto, sorridi-. Perché la cosa bella di questi due è che, nonostante il rapporto incostante, nonostante il distacco, nonostante tutto, sono sempre stato l’uno dalla parte dell’altra e viceversa, anche quando nemmeno si parlavano per paura di farsi male.

Siamo stati in tanti al fianco di Carola durante il suo percorso, ma, prima su tutti, oggi, vorrei menzionare una una ragazza dolcissima, con la passione per il video editing. In tutti questi mesi, nella sua pagina Instagram (@piadineriacaroligi, e se non capite come mai si chiami così filate subito a recuperare il daytime del 28 ottobre!) Azzurra è sempre stata attentissima ai diversi passi di Carola e Luigi all’interno della scuola ed ogni volta che accadeva qualcosa di notevole lei era subito pronta a realizzare un nuovo video con tutti i momenti salienti. Trovo che il grande talento di questa ragazza sia l’estrema attenzione che ha nell’abbinare perfettamente le parole delle canzoni che inserisce nei suoi editing alle diverse scene che decide di inserire. Che sia veramente brava a farlo è testimoniato anche dal fatto che la stessa Carola spesso ha commentato le sue produzioni, ringraziandola e facendole i complimenti. Quindi grazie anche a te per averci ed averli accompagnati in questi mesi!
Carola bella, ci mancherai tantissimo: ci mancheranno i tuoi sorrisi, le tue fragilità, la tua tutina gialla, il tuo sguardo sperduto, il tuo tutù, la tua risata, i tuoi occhietti imbarazzati, tu che parli delle tue galline… Soprattutto ci mancherà vederti esibire su quel palco, fiera di te e bellissima come sempre. Sii sempre te stessa, non mollare mai e arriverai dove vorrai. Ormai una nuova casa è pronta ad accoglierti. Il balletto di Roma aspetta già la sua Giulietta per debuttare ad ottobre. Sono sicura che brillerai più di sempre. Non vedo l’ora di venire a vederti dal vivo.

D’altronde… Il mondo della danza sa, no!?


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